La musica balcanica di Margherita Abita con Levanzo nel cuore

La cantante ci racconta del suo lavoro in tempo di Covid e i suoi progetti futuri

Redazione Prima Pagina Partanna
Redazione Prima Pagina Partanna
24 Maggio 2021 10:34
La musica balcanica di Margherita Abita con Levanzo nel cuore

Una grande passione che pian pian si è trasformata nella sua professione. Partita dalla sua piccola Levanzo in direzione Portogallo, con uno zaino in spalla pieno di sogni, Margherita Abita, oggi fa parte di BGKO, un progetto nato otto anni fa a Barcellona, culla di una grande diversità culturale che mira a reinterpretare la musica balcanica, zingara, klermer e mediterranea con un’originalità che è diventata in breve tempo marchio della banda.La passione per la musica balcanica le fa incontrare anche l’amore. 

A Barcellona, infatti, conosce João con cui, oggi, compone anche un duo, gli "Still Life". Proprio nei giorni scorsi hanno partecipato al contest europeo dedicato alla word music, il premio “Andrea Parodi” in cui hanno fatto incetta di premi. Menzione per la miglior musica e per la miglior interpretazione, nonché il premio dei ragazzi e il premio Bianca d‘Aponte International.

Ma Margherita il 14 marzo, nonostante il periodo di restrizioni, ha anche presentato con BGKO il nuovo album “NOVA ERA” nel tempio della musica catalana: il Palau dela Musica di Barcellona. Un evento trasmesso via social che ha riscosso grande successo. 

«Il concerto del 14 Marzo è stato l’evento più importante dell’inizio del 2021 per me», ci racconta Margherita. «Con BGKO abbiamo presentato il nuovo album “NOVA ERA” su uno dei palchi più “importanti” che abbia mai calpestato.Il ricordo più caro che porterò sempre con me è, con tutto il rispetto per Palau, capolavoro dello sfarzo modernista oltre che grande emblema della cultura e storia catalana, il calore del pubblico. Ad un certo punto- prosegue- abbiamo dimenticato dove fossimo, l’unica cosa di cui ci importava su quel palcoscenico era la gente per cui suonavamo»

«Mille persone (SOLD OUT, il numero massimo previsto dalle misure di sicurezza cioè la metà della capienza del teatro) sono venute per ascoltare la nostra musica ed erano presenti coraggiosamente con tutta la loro anima e la loro energia. A metà del repertorio, tra la canzone russa “Cyganocka” e la turca “Dere gelyor dere”, il pubblico ci ha abbracciato con un applauso di due minuti abbondanti, non lasciandoci proseguire con il brano successivo. Lì ci siamo sentiti a casa, nonostante non suonassimo su un palco da tre mesi».

«Durante gli ultimi cinque brani del repertorio c’era una marea di gente in piedi, ferma al suo posto con la mascherina, ma chi ballava, chi batteva le mani, chi i piedi… un boato di energia pazzesca, quella di un normale concerto pre-pandemia, che ci è mancata tanto durante i concerti di questo anno bizzarro in cui quasi tutti i concerti in calendario sono stati cancellati. Con la BGKO nel 2020 avevamo in calendario Cina, Corea, Canada, Russia, Emirati Arabi, Grecia, Turchia, Germania e altri posti ancora…Tutto cancellato! Il concerto al Palau- conclude- ci ha ricordato il potere sanante della musica. L’arte è medicina per l’anima.È stato pura vita. Mi auguro che sia solo il primo meraviglioso concerto di quest’anno e lo auguro anche a tutti i miei colleghi musicisti».

Se Barcellona è sede della sua vita professionale, Levanzo rimane il Polo Nord della sua bussola. «Se non sentissi così fortemente che quest’isola è la mia casa, l’inizio e la fine del mio viaggio - afferma- probabilmente non sarei così curiosa e aperta nelle mie avventure».«Nella mia terra – spiega Margherita - ho un progetto a cui tengo moltissimo e che non ha ancora spiegato le ali: insieme al grande amico e chitarrista Corrado Orfeo “cantastoriamo” la vita della immensa Rosa Balistreri, personaggio per cui provo una profonda ammirazione».

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