Per la rubrica “UnLibroTiraLAltro”, viene presentato: “Todo Modo”

Le opere di Leonardo Sciascia meritano di essere riscoperte e divulgate

Redazione Prima Pagina Partanna
Redazione Prima Pagina Partanna
12 Gennaio 2022 16:05

Per la rubrica “Un libro tira l’altro” Il Circolo dei Lettori presenta:

“Todo modo”

di Leonardo Sciascia

Ed. Feltrinelli

Leonardo Sciascia nato a Racalmuto, avrebbe compiuto 101 anni l’8 Gennaio scorso. Scrittore, giornalista, saggista, drammaturgo e poeta, ma anche politico e insegnante di italiano, nonché critico d'arte: Sciascia ha ricoperto moltissimi ruoli grazie al suo spirito libero e anticonformista, criticando, impietoso, il suo tempo e affermandosi come una delle più grandi figure del Novecento italiano di cui è stato lucido testimone.

Lo scrivere per lui non era un lavoro. Leggere era gioia. La scrittura è stata il fulcro della sua vita, accanto al suo lavoro di impiegato, ha sempre dato vita a innumerevoli romanzi, racconti, saggi, commedie, poesie, pamplhet. La sua formazione culturale lo ha portato più volte a schierarsi politicamente, anche attraverso i suoi libri.

Ironico, lucidamente razionale e profondamente pessimista, Todo Modo è uno dei suoi romanzi più complessi e affascinanti. Sciascia,infatti, ha fatto dell’impegno civile il suo Credo. E in Todo modo ciò si evince chiaramente

TODO MODO

“..organizza, ogni estate, esercizi spirituali ai quali partecipano membri delle classi sociali più alte e illustri esponenti politici; incuriosito, il pittore decide di prendervi parte, pur non avendo nessun sentimento religioso. Durante un momento di preghiera, uno dei partecipanti viene assassinato…”

Romanzo breve ma notevolmente complesso, Todo Modo ha l’apparenza di un giallo ma in realtà è un racconto allegorico poiché nell’orribile casermone di cemento che deturpa il paesaggio, L’Hotel, Eremo Zafer3, si fa molto di più che pregare: qui sono radunate le eminenze grigie d’Italia, con amanti al seguito a dispetto del contesto spirituale: industriali, politici, cardinali, poche persone in tutto ma in grado di gestire, più o meno occultamente, un potere che viene semplicemente evocato eppure è percepito come presente in tutta la narrazione.

Tutte figure ritratte da Sciascia negli atteggiamenti tipici di chi è abituato a comandare senza curarsi di regole o di vincoli – da quelli paesaggistici a quelli religiosi; tutti impegnati in conversazioni colte e ricche di citazioni nelle quelli sono nascoste allusioni, minacce, ricatti. Su tutte queste eminenze spicca l’ambigua e carismatica personaggio di Don Gaetano, animatore di questi incontri ma impenetrabile quando si tratta di capire quale rapporto lo leghi a ognuno dei personaggi presenti: è un sant’uomo che persegue la volontà di Dio ad ogni costo e con ogni mezzo (il Todo Modo del titolo, citazione di Sant’Ignazio) o è una serpe tra le serpi, forse la più pericolosa e imprevedibile?

Con questo coraggioso ritratto sociale, Sciascia denuncia un modo di fare politica che non è “servizio allo Stato” ma Stato al servizio di pochi: fa un ritratto calzante, realistico, inquietante ma ambiguamente affascinante dell’Italia dei suoi tempi, sulla quale si stende l’ombra di una corruzione che non risparmia la Chiesa e pone definitivamente in ombra Cristo e i suoi insegnamenti, come mostra il disegno che il pittore realizza per Don Gaetano ma che lascia, fatalmente incompiuto.

Dal libro è stato tratto il film dal titolo omonimo di Elio Petri, film molto bello ma che si distacca dal romanzo.

Le opere di Leonardo Sciascia meritano di essere riscoperte e divulgate sia per la sua scrittura sapiente e affascinante che per i contenuti sempre attuali.

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