Per la rubrica “UnLibroTiraLAltro”, viene presentato: “Accabadora”

Libro intenso che merita un posto nelle librerie...

Redazione Prima Pagina Partanna
Redazione Prima Pagina Partanna
01 Gennaio 2022 16:20

Accabadora di Michela Murgia (Einaudi) è una lettura breve ma intesa. Questo è il secondo libro che leggo di Murgia ed è considerato il suo lavoro migliore. Molto forte l’idea: raccontare un tema complesso come l’eutanasia con questa delicatezza.

L’accabadora affronta il tema dell’eutanasia, si svolge a Soreni, paese (inventato) che si trova in Sardegna. Sono gli anni Cinquanta e la protagonista è Maria Listru, l’ultima della famiglia omonima “la quarta” come si autonomina nel romanzo. Tzia Bonaria Urrai è la sua madre adottiva, in paese nessuno capisce il perché di questa scelta: all’età di Tzia Bonaria è assurdo decidere di adottare una figlia. All’inizio la scelta della sarta del paese è sulla bocca di tutti e la curiosità feroce e maligna del paese si insinua nella vita delle due donne, ma Bonaria non ha nessuna intenzione di dare Maria in pasto alle malelingue e così ben presto a Soreni l’episodio dell’adozione viene dimenticato.

Bonaria è la sarta del paese, una donna dura e pratica. Maria la osserva mentre confeziona abiti su misura e guarda con curiosità gli uomini intimoriti, vergognosi di fronte a Bonaria. Il perché lo scoprirà solamente anni dopo. Tra le due c’è un rapporto di affetto ma Bonaria è una donna dura, quasi fredda. Si lascia andare poco e racconta solamente a tratti del suo passato. Maria si sente finalmente voluta, amata. Intorno alle due donne ruotano diversi personaggi tra cui Nicola e Andrea Bastiu, due fratelli che cambieranno radicalmente la vita di Maria.

Nicola, appiccando un incendio per vendicarsi di un torto, rimane ferito gravemente a una gamba. Quando gli verrà amputata deciderà di invocare l’accabadora, dallo spagnolo colei che finisce.

Libro intenso che merita un posto nelle librerie...

Video e recensione Maria Elena Bianco

In evidenza