“Danze notturne in stazioni di provincia”, il primo libro del giovane mazarese Giacomo Asaro. Fra horror, fantascienza e genere romantico…

Redazione Prima Pagina Partanna
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14 Luglio 2020 19:13
“Danze notturne in stazioni di provincia”, il primo libro del giovane mazarese Giacomo Asaro. Fra horror,  fantascienza e genere romantico…

“Danze notturne in stazioni di provincia”, il primo libro del giovane mazarese Giacomo Asaro. Fra horror,  fantascienza e genere romantico… Il 9 luglio è uscito in esclusiva per Amazon il primo libro del giovane mazarese Giacomo Asaro. “Danze notturne in stazioni di provincia”. Si chiama così la sua prima raccolta di racconti, una danza mortale tra l'horror, la fantascienza e il genere romantico. Trentuno anni di pane e VHS. Giacomo Asaro è un appassionato di fumetti, cinema e musica.

Adora Stephen King, Martin Scorsese e i Beach Boys. Laureato in Giurisprudenza. Scrive poesie, racconti, canzoni, suona la chitarra e sin da piccolo adora il teatro. Su YouTube, con “Punto Cult”, ha raggiunto duemila iscritti e più di 180 mila visualizzazioni. Ha recitato in molti corti, videoclip e spettacoli teatrali. Nel suo “Danze notturne in stazioni di provincia”, Giacomo Asaro immagina una strega a Levanzo, fantasmi e vampiri e anche una apocalisse ambientata a Mazara del Vallo.

Non avevamo mai letto questo genere di storie ambientate nel nostro territorio. All'interno ci sono anche tre poesie che fanno da collante alle tematiche dei racconti. La copertina è stata creata da un altro mazarese, il fotografo Salvino Martinciglio (in foto collage Giacomo Asaro e la copertina del suo libro). Giacomo, come è nata l'idea di questo libro? Ed in particolare la scelta di questo genere "horror-romantic fantasy" “Scrivo da sempre. Fin da piccolo inventavo storie e racconti dell'orrore.

Nella raccolta ci sono quasi tutti i generi possibili, c'è pure una fiaba e mi sono divertito a cimentarmi provando diversi vestiti. Il mio genere preferito resta comunque il distopico”. Come è avvenuta la scelta dell’ambientazione dei tuoi 12 racconti? “Le storie sono tutte ambientate in luoghi in cui ho vissuto. Mazara del Vallo, Palermo e Parma. Preferisco sempre scrivere di cose che so, che conosco. Sono tutti luoghi che ho amato e che mi hanno ispirato”. Quanto tempo hai impiegato a scrivere il libro? E perché hai scelto di inserire una tua una poesia ad ogni blocco di  quattro racconti? “All'interno della raccolta c'è una storia scritta nel 2012 e due del 2014, il resto sono tutti racconti nati negli ultimi anni.

L'ultimo ha ancora odore di Coronavirus. Ho anche inserito delle poesie per alleggerire il tutto, per far respirare e prenderci una pausa tra una danza e l'altra. Le poesie servono anche a collegare i racconti, unendo le tematiche”. Giacomo, stai pensando ad un successivo progetto letterario? “Il prossimo sogno da realizzare è scrivere un romanzo. Dopo una raccolta di racconti sarebbe bello fare un romanzo. Non vedo l'ora di lanciarmi in una sfida del genere ma intanto pensiamo a finire questa lunga danza”.

Francesco Mezzapelle  

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