Scuola aperta ed in presenza: come garantirlo veramente?

Preoccupazioni di una mamma che crede nella scuola.

Redazione Prima Pagina Partanna
Redazione Prima Pagina Partanna
14 Gennaio 2022 11:35
Scuola aperta ed in presenza: come garantirlo veramente?

La scuola é l'argomento più caldo del momento, il più problematico ed il più spinoso. Dirigenti, docenti, genitori e bambini talvolta hanno posizioni che non coincidono come dovrebbero. I genitori, soprattutto, sono l'ago della bilancia di una discussione sempre aperta, ed è un ago che punge. Chi vorrebbe un mini lockdown, chi la Dad per qualche settimana, chi la presenza senza se e senza ma. Talvolta qualche genitore azzarda anche che in presenza delle prime due opzioni, si possano poi recuperare lezioni a giugno. Tutti esperti della scuola, all'occorrenza. Ma di cosa stiamo parlando?La paura non deve far perdere il lume della ragione.

La scuola deve essere fatta in presenza. Gli alunni hanno bisogno di ascoltare e parlare con gli insegnanti, gli insegnanti hanno decisamente bisogno di vedere e ascoltare gli alunni. Questo è e deve essere un dato di fatto assoluto. Attorno possiamo costruire qualunque schema perché tutto funzioni al meglio.

Su questo schema va detto che noi genitori stiamo e restiamo in balia di scelte, talvolta incomprensibili, che possiamo solo accettare senza provare a capire ne tantomeno sperare di avere voce in capitolo. La voce è dei dirigenti e della politica, in questa caotica situazione. Eppure abbiamo un ruolo importante, specie se si crede alla scuola in presenza. Se davvero si vuole una scuola in presenza, una scuola sicura, una scuola preparata bisogna uscire da comportamenti contraddittori pericolosi. Non si può chiedere la chiusura delle scuole al grido di "proteggiamo i nostri bambini e i nostri ragazzi" e poi li si fanno uscire tutti i pomeriggi perché "sempre a casa non possono stare". Anche no.

Io, innanzitutto non sono stata molto contenta della chiusura delle scuole per l’intera settimana e non perché non ne abbia capito il senso ma perché non amo la cultura dell’assecondare le paure. Abbiamo numeri grossi che cavalcano, vero, ma abbiamo più informazioni e più vaccinati. Qualcosa abbiamo pure imparato in due anni???? Noi genitori abbiamo paura per i contagi, va bene, ma mi chiedo: ne avremo meno lunedi? No.

E poi come mai i genitori hanno paura e auspicano il rinvio dell’apertura della scuola ma non hanno paura quando i figli si vedono ai compleanni, alle giocate a carte in campagna, quando stanno appiccicati ai bar con le mascherine al braccio con la scusa che bevono o mangaino, quando stanno in giro a bighellonare. Perché? Fare la nostra parte è questo.

Siamo capaci di far restare i nostri figli a casa? No, non tutti e non sempre. Non prendiamoci in giro e diciamocelo. Uscendo in quel di Partanna, e guardando bene si trovano mille occasioni per individuare comportamenti meritevoli quantomeno di richiamo, se non altro. Si difende la scuola usando comportamenti idonei fuori, prima di tutto. Di cene o mangiate o occasioni di assembramento è pieno facebook. E di fatto quelle foto o stories indicano che non ci sono genitori in grado di controllare in modo severo. Non siamo in un situazione normale, ma in una pandemia, quindi il genitore è legittimato ad alzare la voce, se serve, e farsi ascoltare con autorevole rigore. Il non farlo, il non saperlo fare fa sì che crescano i contagi e questo di fatto poi impedisce alle scuole di lavorare serenamente. E’ una catena, bisogna accettarlo.

Scuola aperta ed in presenza: come garantirlo veramente?

I genitori diano una mano e nessuna scuola, nessuna palestra, nessun cinema rimarrà chiuso. Questa è la verità. Il primo nucleo che deve essere operativo è e deve essere la famiglia. La politica poi deve creare le condizioni per cui quel nucleo agisca e si muova in sicurezza e la scuola deve garantire in sicurezza un servizio fondamentale: la conoscenza.

Sono volutamente provocatoria: se la sanificazione si fosse fatta lunedi 10 e martedi 11, per il rientro giovedì ci sarebbe stata maggiore consapevolezza, forse, e meno preoccupazione, forse. E’ comunque una possibilità. Lunedì che si farà? La dad è difficile per tutti: per i ragazzi, per i bambini, per gli inseganti, e per i genitori, specie quelli che lavorano. Dobbiamo allontanare questa possibilità

Al di là della variante molto contagiosa, ci sarà un perché non si riesce ad arginare nulla ma invece i contagi aumentano vorticosamente. Suvvia, cominciamo a dare una mano tutti. Cosa penso io? Io penso che i figli debbano stare a scuola la mattina e poi chiusi a casa tutta la giornata a studiare, il pomeriggio. Fino a quando la situazione lo suggerisce, ovviamente. Non serve un lockdown serve buon senso. Non serve solo il tempo scuola ma anche il tempo studio che credo qualcuno abbia difficoltà a garantire a casa, i fatti mi portano a pensarlo. Dobbiamo avere noi genitori il tempo anche di controllare lo studio dei nostri figli, che già sono distratti, e pure troppo, dai social, dalle Nintendo Switch e dai mille impegni extra scuolastici. Ovviamente il problema non è lo sport, ma quello che vi è prima e dopo lo sport.

Io che sono la prima a volere l'apertura delle scuole e che dal 6 dicembre sono a casa salvo rarissime occasioni in cui non ne ho potuto fare a meno, chiedo ai genitori come me di occuparsi di cosa compete a noi: fare i genitori responsabili e far studiare a casa i nostri figli. Che cucinino, che leggano, che puliscano casa, che parlino con noi, che si veda un film insieme, che pitturino, che ricamino, e chi più ne ha più ne metta…

Non scambio una festa di compleanno con la scuola, io voglio la scuola. Senza esitazione.

A rischio di essere impopolare sento il bisogno di dire queste cose, e lo dico perchè ci credo davvero. Sono cresciuta con l’idea che la scuola fosse Maestra, che la scuola meritasse sacrifici e voglio che ci credano anche i miei figli. A certe cose si può rinunciare, alla scuola no.

Vi prego, facciamo la nostra parte e speriamo tutti di arrivare a giugno senza DaD e chiusure.

Maria Elena Bianco

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