​Inciviltà a km zero: quando il vero degrado nasce nell'ipocrisia di casa nostra

Un frigorifero ed indumenti abbandonati

Redazione Prima Pagina Partanna
Redazione Prima Pagina Partanna
15 Agosto 2026 22:25
​Inciviltà a km zero: quando il vero degrado nasce nell'ipocrisia di casa nostra

Un frigorifero abbandonato a bordo strada. Un gesto compiuto nell'ombra, magari durante un giorno di festa, da chi nella vita di tutti i giorni si reputa probabilmente un "cittadino perbene". È questa l'immagine amara raccontata in un recente e duro sfogo social, che accende i riflettori su un malessere sociale purtroppo fin troppo diffuso: la totale mancanza di senso civico e la facile ipocrisia di chi cerca sempre un capro espiatorio all'esterno.

Siamo fin troppo rapidi a puntare il dito contro "l'Altro" — lo straniero, il diverso, colui che nell'immaginario collettivo viene subito etichettato come incivile. Ma la realtà dei fatti smentisce costantemente questo pregiudizio. A deturpare i nostri spazi comunali sono spesso gli stessi abitanti del quartiere, persone nate e cresciute nella parte di mondo più fortunata, ma convinte che la fortuna si traduca nell'impunità e nel diritto di fare ciò che si vuole. Essere nati nel posto "giusto" non ci rende automaticamente cittadini migliori se poi nei fatti veniamo meno ai principi basilari della convivenza.

Non servono grandi teorie per definirlo: il senso civico è il rispetto delle regole, la responsabilità verso la collettività e la cura attiva dei beni comuni. Un valore che non si acquista per diritto di nascita, ma che va coltivato ogni giorno. Abbandonare rifiuti ingombranti dove capita non è solo un atto di pigrizia, ma un vero e proprio sopruso verso la propria comunità, specialmente quando le amministrazioni mettono a disposizione servizi gratuiti ed efficienti di ritiro a domicilio o isole ecologiche dedicate.

L'episodio assume contorni ancora più grotteschi per il luogo scelto come discarica abusiva: ai piedi di un murales raffigurante la Venere di Botticelli, un'opera realizzata in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Accumulare spazzatura sotto un simbolo di bellezza, rinascita e rispetto sociale significa calpestare due volte la comunità: si deturpa il decoro urbano e si sminuisce un messaggio culturale di fondamentale importanza.

La responsabilità del cambiamento parte dal singolo. Smantellare i pregiudizi e imparare a rispettare gli spazi pubblici e le persone che li vivono non è una concessione, ma un dovere quotidiano. Perché se ognuno iniziasse a fare la propria parte, senza cercare scuse, la città tornerebbe a essere un luogo di tutti e non la discarica di pochi.

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