Per la rubrica “UnLibroTiraLAltro”, viene presentato: “Oliva Denaro”

La lettura di questo romanzo, coinvolge emotivamente, induce a riflessioni profonde

Redazione Prima Pagina Partanna
Redazione Prima Pagina Partanna
28 Novembre 2021 15:02

Per la rubrica “Un libro tira l’altro” il Circolo dei lettori presenta:

“Oliva Denaro”

di Viola Ardone

Ed. Einaudi

“La fimmina è una brocca chi la rompe se la piglia”

“…Dal mio letto sento l’acqua battere sui vetri e i tuoni scoppiare in lontananza, ma l’aria è calda e sotto le lenzuola mi sento soffocare. Dapprima tutti mi volevano e adesso nessuno. E se nessuno mai mi vorrà bene, mica potrò volermi bene da sola. Siedo in mezzo al letto con la faccia tra le mani. Se fossi nata maschio come Cosimino, avrei potuto restare con me stessa e non appartenere a un uomo. Invece sono nata al femminile e il femminile singolare non esiste, anche se la maestra Rosaria non ci credeva…”

“Oliva Denaro” è un romanzo ambientato negli anni sessanta, anni in cui vige ancora, in Italia,il codice Rocco, il delitto d’onore e il matrimonio riparatore. Un’Italia che riuscirà a cambiare, solo grazie alla tenacia con cui le battaglie per la liberazione della donna – saranno portate avanti da donne e uomini in campo sociale politico, giuridico. Nel 1981 è stato abrogato l’articolo 544 del codice penale che estingueva il reato per gli stupratori: infatti, per “riparare” la violenza bastava sposare la vittima e il reato veniva cancellato, anche se la vittima era una minorenne.

Bisognerà aspettare il 1996 però perché la violenza sessuale, considerata fino ad allora un delitto contro la morale, sia considerato dalla legge delitto contro la persona,inoltre fino a quarant’anni fa vigeva ancora la legge del delitto d’onore che prevedeva uno sconto di pena, in caso di femminicidio, se l’assassino uccideva perché “ferito” nell’onore.

Dal 1960 prende inizio il romanzo: Oliva Denaro, la protagonista, ha quindici anni. A fare da sfondo alla sua storia un paesino agricolo della Sicilia orientale e i suoi abitanti. Una vita difficile quella di Oliva, fin dall’infanzia, nata in una famiglia molto povera, ma soprattutto nata donna, “fimmina” in una società maschilista.

Una storia dolorosa, drammatica che entra nella ossa, che si attacca addosso e penetra l’anima quella di Oliva. Quanta sofferenza per chi non accetta gli stereotipi che la società impone e vuole andare oltre, vuole essere libero di essere se stesso, condizione legittima per tutti a prescindere dal sesso cui si appartiene. Ma Olivia lo sa che per lei non sarà così e si troverà a combattere una lotta dura lunga, silenziosa che le costerà lacrime e sangue, solitudine, dolore, sfiducia isolamento anche all’interno della sua famiglia. Ma lei non si arrenderà disposta a sacrificare tutto, soprattutto se stessa, pur di realizzare il suo sogno di libertà e conquistatala, porterà una ventata d’aria fresca nel suo piccolo mondo, diventerà esempio e guida per altre donne.

Lento e macchiato di sangue il processo di liberazione della donna che continua ancora oggi.

La lettura di questo romanzo, coinvolge emotivamente, induce a riflessioni profonde e spiega di quale retaggio le donne siano state e siano ancora portatrici. Grazie a Viola Ardone per aver messo la sua grande abilità e sensibilità di scrittrice e di donna nel suo romanzo scritto a mio parere in modo impeccabile. Consiglio vivamente a tutti di leggerlo.

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