Oggi, 31 agosto, poco prima di mezzogiorno don Gioacchino Adamo, ma per tutti padre Gino, ha concluso il suo pellegrinaggio terreno. Lo scorso anno aveva festeggiato i 50 anni di sacerdozio alla presenza di S.E. Mons. Angelo Giurdanella. La celebrazione delle esequie sarà mercoledì 2 settembre alle ore 15:30 in chiesa Madre. Per la giornata odierna la salma si troverà presso la casa di riposo Riggirello in via Messina, da domani 1 settembre e fino alle esequie, il feretro verrà portato alla Chiesa del Collegio per la camera ardente.
Proponiamo un pensiero, affidato al web di chi conosceva bene don Gino:
"È difficile racchiudere in poche righe l'essenza di un uomo che, senza ombra di dubbio, rappresentava la persona più colta del territorio e non solo.
Le rare occasioni di incontro si trasformavano regolarmente in conversazioni interminabili, soprattutto di musica classica. Gino custodiva un repertorio operistico e sinfonico immenso, arricchito da un vissuto prezioso: molti dei grandi interpreti del passato li aveva visti dal vivo durante i suoi anni di studio a Roma. Ma con lui i confini del sapere non avevano limiti. Potevi spaziare con naturalezza dall'arte alla letteratura, dall'architettura alla pittura e alla scultura, toccando l'antiquariato, la teologia, la filosofia e persino la cucina, forte di una raffinatezza culinaria che pochi sapevano eguagliare.
Dietro una scorza che poteva sembrare dura e impenetrabile si celava un'anima limpida. Bastava superare la prima impressione per scoprire un uomo capace di aprirsi con candore e straordinaria semplicità. Questa stessa profondità interiore si rifletteva nelle sue meravigliose omelie: sebbene la sua erudizione fosse immensa, possedeva il raro dono di farsi comprendere da chiunque, toccando il cuore di tutti i presenti con parole di autentica sostanza.
Ha compiuto una scelta coraggiosa e coerente, rifiutando il ruolo di parroco. Era pienamente consapevole della propria inclinazione, distante dalla guida pastorale attiva e votata invece alla contemplazione mistica — quasi da eremita — e allo studio ininterrotto.
Mancheranno la sua erudizione, i dialoghi colti e quell'ironia raffinata e mai sopra le righe che sapeva strappare un sorriso intelligente. Resta il ricordo di un intellettuale fuori dal comune e di un uomo di fede profonda, nell'attesa di ritrovarsi in quel mondo dove lo spazio e il tempo non hanno più ragion d’essere. Ciao Gino, che il Signore ti accolga tra le sue braccia amorose."
Nella foto di copertina: don Gino Adamo, tra il vescovo Giurdanella e don Antonino Gucciardi