Pesca, Una ZEE italiana? Proposta M5S che potrebbe legittimare la ZEE libica

Il disegno di legge, annunciato dal sen. Santangelo, potrebbe rivelarsi controproducente per la pesca siciliana.

Redazione Prima Pagina Partanna
Redazione Prima Pagina Partanna
10 Giugno 2021 14:00
Pesca, Una ZEE italiana? Proposta M5S che potrebbe legittimare la ZEE libica

Abbiamo ricevuto una nota inviata dal sen. Vincenzo Santangelo (M5S) dal titolo "ZEE, l'Italia torna padrona del proprio mare". Questo si legge nella nota: "Grazie al disegno di legge che abbiamo approvato ieri pomeriggio in Senato, l'Italia potrà costituire una Zona Economica Esclusiva (ZEE) che permetterà al nostro Paese di gestire in maniera esclusiva le risorse naturali e minerarie entro 200 miglia dalle nostre coste, ma soprattutto di tutelare chi opera in quei tratti di mare, primi fra tutti i nostri pescatori.

In pratica, grazie a questa iniziativa –ha aggiunto il senatore del M5S- fortemente voluta dal MoVimento 5 Stelle, ci riappropriamo della sovranità su un tratto di mare che oggi appartiene alle acque internazionali. Con l'approvazione di questo disegno di legge, la costituzione della ZEE potrà adesso avvenire su iniziativa del Ministro degli affari esteri, Di Maio, che sul tema sta lavorando da diverso tempo. C'è chi si proclama "sovranista" per spot elettorale e chi lavora concretamente per restituire sovranità al nostro Paese"- ha concluso Santangelo.

Onestamente l’iniziativa del M5S ci sembra poco chiara e molto ambigua - in linea con la recente politica della pesca mediterranea che sia il Governo Conte che l’attuale Draghi stanno conducendo- e presenta grossi pericoli per la pesca italiana, ed in particolare per la pesca siciliana. Infatti, qualora il disegno di legge presentato dal M5S fosse approvato potrebbe indirettamente legittimare altri Paesi rivieraschi ad estendere la propria sovranità attraverso delle ZEE che andrebbero a ridurre gli areali internazionali ove attualmente i pescatori siciliani vanno a pescare.

Nello specifico il disegno di legge potrebbe indirettamente legittimare la ZEE libica, istituita unilateralmente nel 2005 dalla Libia ( e mai riconosciuta formalmente da nessuno Stato), che si estende 62 miglia in acque internazionali, coprendo di fatto quell’areale di pesca dove storicamente i pescherecci di Mazara del Vallo pescano il gambero rosso gettando le reti in fondali, dai 300 ai 700 metri, fangosi. Un’areale che da alcuni anni è oggetto di un vero e proprio contenzioso e che è stato teatro di diverse, anche recenti, aggressioni da parte di motovedette libiche (alcune delle quali donate dall’Italia per il contrasto dell’immigrazione clandestina) a colpi di mitragliatrici; per non parlare dell’ultimo sequestro di 108 giorni di 18 pescatori e due motopesca di Mazara del Vallo a Bengasi.

I pescatori di Mazara del Vallo vogliono tornare a pescare nelle acque internazionali davanti la Libia visto a che a seguito delle recenti aggressioni sono costrette, dopo numerose intimazioni dalle Autorità italiane (vedi anche le reiterate dichiarazioni del ministro Di Maio) ad allontanarsi da quell’area internazionale) chiedendo al Governo italiano la cosiddetta “Vi.Pe” (vigilanza pesca) che fino a qualche anno fa era attiva, attraverso un’unità militare italiana, in quel tratto di mare. Alcuni giorni fa, a seguito dell’aggressione del motopesca “Aliseo”, nel corso di un incontro a Roma lo stesso ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, rassicurò il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, sulla “…volontà di mantenere una forte presenza della Marina Militare nel Mar Mediterraneo a tutela degli interessi nazionali”. Ci siamo chiesti se la pesca siciliana sia considerata un “interesse nazionale”

Chissà che fra i memorandum di intesa da riattivare fra Italia e Libia (Turchia permettendo) non via sia anche quello sulla cooperazione fra i due Paesi negli areali di pesca della ZEE che fu inserito nell’Accordo Italo- Libico (grazie all’incessante impegno dell’allora presidente del Distretto della Pesca siciliano, Giovanni Tumbiolo) stipulato nel 2008 da Berlusconi con Gheddafi?

Francesco Mezzapelle

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