Il "caso consulenze" scuote l'Ars: riflettori accesi sugli incarichi regionali

Redazione Prima Pagina Partanna

Un’inchiesta giornalistica di rilievo nazionale ha sollevato un polverone politico che dalle pagine della stampa è approdato direttamente nell'Aula dell'Assemblea Regionale Siciliana. Al centro della vicenda c’è la gestione dell'Assessorato regionale alla Famiglia e alle Politiche sociali, descritto come un possibile "stipendificio" a beneficio di figure vicine a una specifica area politica centrista. L’asse tra l’Assessorato e l’ente di formazione. Il sistema sotto accusa riguarda l'affidamento di quattro progetti, per un valore complessivo di quasi 8 milioni di euro, a un ente di formazione regionale (il CIAPI). Il punto di contatto politico che ha innescato le polemiche riguarda i vertici: l'ente è infatti diretto da un esponente politico del trapanese, già sindaco di un importante comune della provincia.

Dalla selezione di oltre cento esperti sono emersi profili che, secondo le denunce politiche, apparterrebbero quasi esclusivamente alla medesima compagine di centro. Tra i beneficiari delle consulenze (con importi che variano dagli 8.000 agli oltre 43.000 euro annui) figurano diverse personalità con forti radici istituzionali nella provincia di Trapani. Il caso è stato sollevato in Aula da una deputata agrigentina Margherita La Rocca Ruvolo, la quale ha contestato la trasparenza delle procedure.

La parlamentare ha evidenziato come le somme stanziate per i consulenti non sembrino aver prodotto benefici tangibili per il territorio, annunciando un accesso agli atti per fare luce su ogni singola posizione. La vicenda assume un peso specifico ancora maggiore in vista delle prossime elezioni amministrative. Il timore espresso da diverse forze d'opposizione (e da una parte della stessa coalizione di governo) è che la rete di consulenze e incarichi possa trasformarsi in una sorta di "serbatoio elettorale" per i candidati che scenderanno in campo nei comuni siciliani e trapanesi nei prossimi mesi.