Ottanta musicisti nell’Area archeologica di Contrada Stretto per una serata dedicata a Gershwin e Bernstein. Il Festival “Musiche e Parole” unisce patrimonio archeologico e grande musica.
La musica sinfonica incontra la storia millenaria nell’Area archeologica di Contrada Stretto, a Partanna. Per la prima volta uno dei più importanti siti preistorici della Sicilia ha accolto un’orchestra composta da circa ottanta elementi, trasformandosi in uno straordinario palcoscenico a cielo aperto.Protagonista della serata è stata l’Orchestra Sinfonica Siciliana, diretta dal maestro Christopher Franklin, con Antonio Di Cristofano al pianoforte. Il programma ha proposto alcune delle pagine più celebri del repertorio americano: Rhapsody in Blue e la suite tratta da Porgy and Bess di George Gershwin, insieme alle Symphonic Dances da West Side Story di Leonard Bernstein.L’appuntamento rientra nella terza edizione del Festival “Musiche e Parole”, ideato dalla Fondazione Sebastiano Tusa, con la direzione artistica di Daniele Ficola e gli incontri curati da Valeria Li Vigni.
Un progetto nato per valorizzare il patrimonio archeologico e culturale della Sicilia attraverso il dialogo tra musica, arte e storia.Il sito archeologico di Contrada Stretto rappresenta uno dei luoghi più significativi della preistoria siciliana ed era particolarmente caro all’archeologo Sebastiano Tusa. Tra i suoi elementi più importanti spicca il monumentale fossato neolitico, profondo circa tredici metri, probabilmente realizzato per il convogliamento delle acque e collegato, nella parte meridionale, a una grotta scavata nella roccia con gradoni, ritenuta dagli studiosi un’area destinata a funzioni rituali.I numerosi reperti rinvenuti confermano l’importanza del sito.
Le necropoli hanno restituito raffinate ceramiche dai caratteristici colori rosso vivo, testimonianza di una comunità evoluta, capace di intrattenere rapporti commerciali e culturali con altre popolazioni del Mediterraneo e dell’Europa.Tra le scoperte più significative figura anche un cranio sottoposto a trapanazione. Le tracce di guarigione dimostrano che l’individuo sopravvisse all’intervento, offrendo una straordinaria testimonianza delle conoscenze mediche possedute dalle popolazioni che abitavano quest’area migliaia di anni fa.«Questo sito è di rilevanza internazionale ed europea, ma è ancora poco conosciuto dal grande pubblico», ha sottolineato Valeria Li Vigni, presidente della Fondazione Sebastiano Tusa.
«L’idea di organizzare eventi come questo Festival nasce proprio dalla volontà di attirare visitatori sempre diversi e far conoscere un patrimonio straordinario che ha ancora molto da raccontare e molto da restituire attraverso la ricerca archeologica.»Particolarmente emozionante il ricordo condiviso da Vito Zarzana, direttore del sito archeologico di Contrada Stretto.«Sarebbe bello se oggi Sebastiano fosse qui con noi, perché questo sito è davvero legato a lui, che lo ha scoperto e valorizzato.
Ricordo perfettamente lo stupore dei suoi occhi quando venimmo qui durante gli scavi. I ragazzi ci mostrarono un piccolo frammento di argilla cotta rinvenuto nei pressi del fossato e, quasi nello stesso istante, esclamammo entrambi: “Lo stazzuni”. Era identico al piano di cottura delle fornaci utilizzate fino a pochi decenni fa. Capimmo così che già nel Neolitico veniva adottata la stessa tecnica di lavorazione della ceramica. Quello stupore è un ricordo che porto ancora con me.»Il direttore artistico Daniele Ficola ha evidenziato il carattere eccezionale dell’evento: «Per la prima volta la grande Orchestra Sinfonica Siciliana si esibisce in questo sito archeologico con un programma straordinario dedicato a Gershwin e Bernstein.
È un momento unico, che dimostra come la musica possa dialogare con uno dei luoghi più antichi e affascinanti della Sicilia.»Entusiasta anche il maestro Christopher Franklin, direttore d’orchestra statunitense, da molti anni residente in Italia.«Suonare all’aperto comporta sempre delle sfide, dal vento all’acustica, ma questo luogo è davvero magico. Siamo felici di presentare un programma interamente dedicato al repertorio americano con Rhapsody in Blue, le Symphonic Dances da West Side Story e la suite da Porgy and Bess.
Vengo spesso in Sicilia per lavoro e ogni volta è un piacere tornare. Questo scenario rende l’esperienza ancora più speciale.»L’incontro tra la grande musica sinfonica e il patrimonio archeologico di Contrada Stretto ha così regalato al pubblico una serata di forte suggestione, confermando la vocazione del Festival “Musiche e Parole” a valorizzare luoghi di straordinario valore storico attraverso eventi culturali di alto profilo.