100 anni per la signora Vita Chiofalo

Il racconto del figlio Vincenzo

Redazione Prima Pagina Partanna
Redazione Prima Pagina Partanna
06 Agosto 2026 13:02
100 anni per la signora Vita Chiofalo

Oggi il sindaco Francesco Li Vigni, a nome della città di Partanna, ha donato una targa commemorativa alla signora Vita Chiofalo per il raggiungimento dei 100 anni.

Noi di PrimaPagina, abbiamo chiesto al figlio Vincenzo, dirigente scolastico in quiescenza, di raccontarci un pò della mamma.

I cento anni di mia madre Vitina sono un traguardo raro e prezioso, un dono, per una donna che ha improntato la sua vita ai sani principi e ai valori della cristianità. Figlia primogenita di una famiglia di proprietari terrieri, frequenta la scuola elementare nella classe della maestra Marchese, che ricorda sempre per la bravura e la rettitudine. Già da piccola comincia ad accudire le sorelline e il fratello minori, dato che il lavoro nei campi costituiva fatica e sudore per i genitori, specialmente nei periodi di raccolta. Si sposa ventiquattrenne con mio padre, Guglielmo Mendolia, e mettono su famiglia in via Polverai 40, famiglia che si arricchisce e si completa con l'arrivo dei figli Vincenzo e Caterina. Lavoratrice instancabile, quando i lavori casalinghi comprendevano la preparazione del pane nel forno a legna, la pulizia della biancheria con la “lisciva” o con il sapone di marsiglia, il confezionamento di fichi secchi, olive in salamoia, mandorle e, soprattutto, il sugo di pomodori (la salsa ni li buttigghi) e “l'astrattu”, da utilizzare nel corso di tutto l'anno.

Quest'ultima operazione coinvolgeva parenti e vicini di casa in una gara di solidarietà e di aiuto reciproco. I lavori in comune erano usuali nel periodo in cui la famiglia era allargata ai nonni ed agli zii, e la mietitura, la vendemmia, la raccolta delle olive ne costituivano i momenti salienti. Mia madre era sempre al centro delle operazioni: preparava l'occorrente, lavava, impastava, confezionava, conservava con maestria e da perfetta organizzatrice. Tutto ciò non le impediva di seguire i doveri religiosi, i rosari, le messe, le festività nelle chiese di riferimento: San Francesco di Paola ( lu Santu Patri) e la Madrice, anzi da questa osservanza devota e convinta della religione cristiana traeva i valori educativi per crescere noi figli, con amore e dedizione. Il terremoto del 68 è stato un duro colpo per tutte le comunità della valle del Belice e anche mia madre ha affrontato le turbolenze di quel periodo, ma con la certezza di potere andare avanti “comu voli Diu”, come ripeteva spesso! Fino all'età di 95 anni è stata autonoma in tutto, dividendo il suo tempo, dopo la morte di mio padre nel 1999, fra i lavori di casa e gli impegni in chiesa, aspettando il sabato e la domenica l'arrivo dei figli da Mazzarino e da Capaci e dedicandosi alla preparazione della pasta di casa, del sugo, della salsiccia, delle cassatelle o dei dolci tipici del periodo natalizio. La rottura del femore ha portato conseguenze deleterie sulle abilità di deambulazione, prima costringendola a camminare con l'aiuto del girello, poi definitivamente a letto da qualche anno a questa parte, ma accettando sempre le sue condizioni con serenità e dicendo con vero spirito cristiano, “sia fatta la volontà di Dio”. I suoi compleanni sono stati festeggiati con la presenza di figli, nipoti e pronipoti, vanto ed orgoglio di nonna Vita, che alla loro domanda “comu stai nonna” era solita rispondere “si staiu mezza bona, staiu tutta bona”! Il raggiungimento dei cento anni corona una vita vissuta con saggezza, onestà e dedizione agli altri, e se per noi è ulteriore occasione per manifestarle gratitudine e immenso affetto, quanti la conoscono esprimono riconoscenza e stima per la sua bella persona.

Nella foto da sx: la signora Vita Chiofalo, il sindaco Francesco Li Vigni; figli, cugine e nipoti

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