Centrodestra siciliano, resa dei conti dopo le urne: Forza Italia avvia il riassetto
Il risultato delle Amministrative apre una fase di verifica nel centrodestra siciliano e, in particolare, dentro Forza Italia. Il commissario regionale del partito, Nino Minardo, riconosce il segnale arrivato dalle urne e annuncia un percorso di riorganizzazione che partirà da Agrigento e Caltanissetta.
Secondo Minardo, il dato elettorale non può essere letto soltanto attraverso i risultati ottenuti dagli avversari. Il problema riguarda anche il malessere di una parte dell'elettorato di centrodestra, rimasto a casa o orientatosi verso altre scelte. Tra le cause indicate dal commissario regionale ci sono le divisioni e i contrasti interni emersi in diverse realtà locali.
Minardo richiama inoltre la necessità di recuperare credibilità, pur ribadendo il principio del garantismo. A suo giudizio, gli elettori mostrano insofferenza verso scandali e comportamenti politici considerati lontani dai criteri di sobrietà e responsabilità richiesti alle istituzioni. Da qui la necessità, sostiene, di dare spazio a una nuova classe dirigente.
Il percorso di riorganizzazione degli azzurri comincerà da Agrigento e Caltanissetta, dove due inchieste hanno coinvolto i leader provinciali Riccardo Gallo e Michele Mancuso, per proseguire poi a Messina. Qui Forza Italia ha registrato un risultato particolarmente negativo alle Amministrative e deve fare i conti anche con l'uscita dal partito del deputato regionale Alessandro De Leo.
Le difficoltà del centrodestra vengono analizzate anche dal coordinatore di Noi Moderati, Saverio Romano, che individua nelle tensioni locali e nell'incapacità di ricomporre i contrasti alcune delle ragioni del risultato elettorale.
Per Romano, i segnali delle difficoltà della coalizione erano già emersi all'Assemblea regionale siciliana prima del voto amministrativo. Il coordinatore di Noi Moderati critica inoltre l'assenza di un progetto politico comune e sostiene che incarichi di governo e posizioni negli enti non possano sostituire una strategia condivisa.
Il dopo-voto apre così un confronto interno alla coalizione sulla classe dirigente, sull'organizzazione dei partiti e sui rapporti tra gli alleati, mentre Forza Italia avvia il proprio percorso di riorganizzazione sul territorio.