Precariato in Sicilia, il PD propone l'incremento orario e un fondo da 100 milioni per la dignità salariale

Redazione Prima Pagina Partanna

Non possiamo più accettare che migliaia di lavoratrici e lavoratori siciliani, dopo decenni di attesa per la stabilizzazione, continuino a vivere con stipendi insufficienti e senza prospettive dignitose”.

Con queste parole il deputato regionale del PD Dario Safina annuncia la presentazione all’ARS del disegno di legge per l’armonizzazione economica e l’incremento orario del personale precario stabilizzato e non stabilizzato della Regione Siciliana.

Il precariato storico in Sicilia - afferma Safina - non è finito con la stabilizzazione. Migliaia di persone sono passate da un precariato formale a un precariato economico: contratti stabili, ma part-time forzati che producono stipendi da 800 o 900 euro al mese e pensioni future al limite della sopravvivenza”.

Il provvedimento riguarda ex contrattisti degli enti locali, lavoratori ASU, LSU e personale PIP. “Parliamo di lavoratori che per anni hanno garantito servizi essenziali nei Comuni e negli enti pubblici siciliani - sottolinea il parlamentare dem - ma che oggi continuano a vivere una condizione di forte fragilità sociale”.

Safina richiama in particolare la situazione degli oltre 15 mila ex contrattisti comunali, spesso impiegati tra le 18 e le 24 ore settimanali. “Molti di loro svolgono funzioni delicate negli uffici pubblici, nei servizi tecnici e nella polizia municipale, ma percepiscono retribuzioni incompatibili con il costo della vita. Garantire più ore di lavoro significa non solo assicurare dignità salariale ai dipendenti, ma anche permettere ai Comuni di rafforzare concretamente i servizi ai cittadini, aumentando la presenza negli uffici, migliorando l’efficienza amministrativa e assicurando una maggiore continuità nelle attività essenziali”.

Critica anche la condizione del bacino ASU e dei lavoratori PIP. “Esiste una disparità evidente - spiega Safina - tra chi è ancora in attesa di stabilizzazione e chi invece, pur essendo stato assunto a tempo indeterminato, resta bloccato dentro limiti orari insufficienti. A tutto questo si aggiunge il rischio concreto di pensioni inferiori ai 600 euro mensili, come segnalato dall’INPS Sicilia”.

Il Ddl prevede la possibilità per gli enti pubblici di incrementare l’orario di lavoro fino ad almeno 34 ore settimanali, chiarendo che tale aumento non costituisce nuova assunzione ai fini dei limiti di spesa del personale.

La proposta istituisce inoltre un “Fondo regionale per l’armonizzazione retributiva del personale precario stabilizzato”, con una dotazione di 100 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2026-2028.

L’obbiettivo - conclude Safina - è restituire dignità economica e sociale a migliaia di lavoratori siciliani, sostenendo anche i Comuni in difficoltà finanziaria e trasformando finalmente la stabilizzazione in una vera sicurezza lavorativa”.