L'Azione Cattolica diocesana chiude l'anno a Partanna: riflettere sul presente per generare speranza
E’ stata celebrata Sabato 20 giugno 2026, presso il Salone dell’Immacolata della Chiesa Madre di Partanna, l’Assemblea Ordinaria Diocesana di fine anno associativo 2025-26 dell’Azione Cattolica diocesana, un momento atteso e partecipato che ha segnato la conclusione del cammino associativo annuale. La presidente diocesana Enza Luppino ha aperto l’incontro dando il benvenuto ai presenti e ripercorrendo il cammino formativo dell’anno, un percorso iniziato a livello nazionale con riflessioni che hanno aiutato a leggere con maggiore profondità la realtà e l’esperienza dei nostri territori.
Un itinerario che ha trovato ulteriore ricchezza negli incontri territoriali, dove le comunità hanno potuto condividere vissuti, intuizioni e prospettive. Molti sono stati i punti di riflessione da valutare per affrontare un cambiamento radicale che sta avvenendo nelle nostre parrocchie e nella Chiesa in generale. Dall’io chi sono? All’io per chi sono?, dai giovani che scappano, alla stanchezza che ci assale durante il cammino fino a giungere alla domanda “ma abbiamo abbastanza sale da poter rendere le relazioni umane gustose?” A guidare la riflessione dell’assemblea è stata Dalila Ardito, Consigliere Nazionale di Azione Cattolica, che con competenza, delicatezza e un ascolto attento ha accompagnato i partecipanti in un percorso di consapevolezza e rinnovata responsabilità.
La sua presenza ha permesso di rileggere il cammino associativo alla luce delle sfide del tempo presente, offrendo strumenti e stimoli per continuare a crescere come comunità corresponsabile. L’incontro si è svolto in un clima di intensa partecipazione. Dalila ha riportato tutti al cuore dell’essere associazione, invitando a riscoprire la bellezza e la responsabilità dell’essere persone chiamate a vivere il noi: un noi che genera unità, costruisce pace, custodisce relazioni autentiche e apre strade di comunione.
Uno dei passaggi più significativi ha riguardato i giovani. È emersa una verità che interpella profondamente: il loro problema più grande non è la mancanza di strumenti, ma la credibilità degli adulti. Spesso non siamo più capaci di osservare davvero, di ascoltare fino in fondo, di accompagnare con pazienza e presenza. Una consapevolezza che non scoraggia, ma che chiama ciascuno a un rinnovato impegno educativo e testimoniale. Dalila ha invitato a guardare con sincerità e fiducia il tempo presente, riconoscendo che proprio dentro questo oggi – con le sue fatiche e le sue opportunità – possiamo continuare a generare speranza.
Una speranza concreta, fatta di scelte, di stile, di testimonianza quotidiana: lo stile semplice, profondo e incarnato che caratterizza l’Azione Cattolica. A conclusione dell’incontro, padre Antonino Gucciardi ha rivolto un forte invito a non avere paura di testimoniare il grande dono ricevuto dal Signore. Anche quando il cammino si fa impegnativo, non siamo soli: il Signore cammina con noi, sostiene i nostri passi e rende fecondo il nostro servizio. L’assemblea si è chiusa in un clima di gratitudine e rinnovato entusiasmo, con il desiderio di continuare a camminare insieme come comunità che crede nella forza del Vangelo e nella bellezza della corresponsabilità.