L’emozione dell’ultimo concerto di sor Francesca Angilletta alla guida del coro della Madonna della Libera

Redazione Prima Pagina Partanna

Si è svolta in un’atmosfera carica di pathos e profonda spiritualità l’ultima esibizione di sor Francesca Angilletta nelle vesti di direttrice e fondatrice del coro della Madonna della Libera di Partanna. Un evento che ha visto la comunità stringersi attorno a una figura diventata nel tempo un vero e proprio punto di riferimento, non solo spirituale ma anche musicale e sociale.

Come da tradizione, le note avvolgenti degli strumentisti e l’armonia perfetta delle voci dei coristi hanno saputo toccare le corde più intime dei cuori dei presenti, regalandosi e regalando momenti di autentica commozione. La musica si è fatta ancora una volta veicolo di preghiera, arte e condivisione, sottolineando l'eredità preziosa lasciata da sor Francesca in questi anni di instancabile guida.

Il momento culminante della serata si è avuto quando sor Francesca ha voluto salutare la comunità di Partanna e rendere omaggio alla Madonna della Libera attraverso un brano inedito, composto da lei stessa. A valorizzare e rifinire la composizione è stato l'arrangiamento curato dal maestro Franco Giacomarro.

Saranno proprio Franco Giacomarro e Salvatore Di Stefano a raccogliere il testimone, prendendo le redini del coro e proseguendo nel solco del cammino tracciato con tanta passione in questi anni.

Nella sua commovente lettera d’addio, sor Francesca esordisce con un sentito “Grazie” rivolto alle autorità religiose e civili, alla comunità di Partanna, ma soprattutto ai suoi amati coristi e strumentisti. Il suo saluto arriva a conclusione di un intenso viaggio durato dieci anni e coincide con una giornata dal profondo valore spirituale: la Solennità della Madonna, a cui è devotissima, e la festa di San Francesco d’Assisi. Con perfetto spirito francescano, sor Francesca riflette sul senso dell’itineranza spirituale: non mettere radici sulla terra, ma farsi “tutto a tutti” per testimoniare il Vangelo.

Nel ripercorrere questa avventura, ricorda con tenerezza le origini del Coro della Madonna della Libera, nato quasi per gioco il 22 novembre 2016 con appena 15 elementi riuniti per un canto a Santa Cecilia. Un’esperienza che l’ha vista mettersi in gioco in un ruolo del tutto nuovo, affiancando alla sua storia di pianista e organista quella di direttrice di un gruppo cresciuto negli anni fino a raggiungere ben 94 membri. Insieme hanno condiviso traguardi straordinari — come il Giubileo delle Corali a Roma, le animazioni a Loreto e Terlizzi, le liturgie con il Gen Rosso e le collaborazioni con le scuole e il Coro Diocesano — ma anche momenti di grande dolore, come la perdita delle amiche e coriste Fiorella Petralia e Roberta Parla.

Ciò che ha sempre reso speciale questo coro è la sua capacità di accogliere chiunque, valorizzando poeti, lettori e ballerini oltre ai musicisti e ai cantori professionisti. Per sor Francesca, “fare coro” non è mai stata una semplice questione tecnica, ma la concreta esperienza di creare comunità, dove l’unicità di ciascuno va ad arricchire l’insieme.

Togliendosi per un attimo la veste pignola e rigorosa mantenuta negli anni per evitare che ci si “montasse la testa”, sor Francesca ha approfittato di questo momento per rivolgere a tutti i coristi encomi sinceri e carichi d’affetto. Tra i ringraziamenti più sentiti spiccano per la Fraternità e in particolare per fra Michele e sor Rosaria, definiti due colonne di umiltà e presenza discreta.

Con fiducia nel futuro, affida ufficialmente la guida del coro al Maestro Salvatore Distefano, supportato dal Maestro Franco Giacomarro, convinta che la comunità saprà custodire e far proseguire il cammino intrapreso. Mantenendo la promessa di una preghiera costante per la terra di Sicilia che l’ha accolta, sor Francesca si congeda lasciando a tutti le celebri e profetiche parole del Serafico Padre San Francesco: “Io la parte mia l’ho fatta, ora Dio vi insegni la vostra”.

Un addio che ha il sapore del ringraziamento corale: Partanna saluta una guida carismatica, sapendo che la semente musicale e spirituale gettata dal coro della Madonna della Libera continuerà a germogliare nel tempo.

Puoi rivedere l'intervista a sor. Francesca del 2024👇🏻