Anno scolastico 2026-27, il messaggio del sindaco e dell'amministrazione comunale

Redazione Prima Pagina Partanna

Care studentesse e cari studenti,gentili dirigenti, docenti, personale scolastico e famiglie,

all’inizio di un nuovo anno scolastico siamo abituati a parlare di impegno, risultati e futuro. Sono parole importanti, ma rischiano di diventare formule di rito se non proviamo a comprenderne il significato più profondo.Studiare, infatti, non significa soltanto acquisire conoscenze, superare verifiche o conseguire un titolo. Significa imparare a guardare il mondo senza accettarlo passivamente, distinguendo un fatto da un’opinione, una convinzione da un pregiudizio, una verità argomentata da una frase ripetuta così tante volte da sembrare vera.È una capacità ancora più preziosa nel tempo in cui viviamo, un tempo che pretende risposte immediate e ci chiede continuamente da che parte stare, spesso prima ancora di averci lasciato il tempo di capire.

Siamo circondati da slogan rassicuranti e da soluzioni semplici a problemi complessi. Per questo fermarsi, leggere, approfondire e persino dubitare diventa un gesto controcorrente.È proprio in questo senso che lo studio può essere un atto rivoluzionario.Lo è perché ci insegna a non delegare ad altri il compito di pensare al posto nostro. Ci rende capaci di mettere in discussione ciò che ascoltiamo, ma anche ciò in cui crediamo. Ci abitua a fare domande scomode, a cambiare idea davanti a un’argomentazione migliore e a non confondere mai la sicurezza con la verità.La scuola, dunque, non dovrebbe consegnarvi risposte definitive, ma insegnarvi a formulare domande sempre più profonde.

Dovrebbe darvi il coraggio di chiedervi perché qualcosa venga considerato normale, chi abbia deciso che lo sia e se ciò che è sempre stato debba necessariamente continuare a essere.Da questa capacità di interrogare il mondo nasce la libertà. La conoscenza ci rende liberi perché allarga il campo delle possibilità. Più conosciamo, meno siamo costretti a conformarci. Comprendiamo che non esiste un unico modo legittimo di essere, di pensare e di costruire il proprio futuro.E proprio pensando al valore delle domande, il nostro augurio si rivolge anche ai più piccoli, alle bambine e ai bambini dell’asilo nido e della scuola dell’infanzia, che scoprono il mondo attraverso la meraviglia e la curiosità.

Nei loro occhi vive la purezza di uno sguardo che non ha ancora imparato a conformarsi, che accoglie ciò che incontra senza pregiudizi e sa stupirsi davanti a ciò che noi adulti spesso non vediamo più. A loro auguriamo di trovare luoghi nei quali sentirsi accolti, ascoltati e liberi di esprimersi, accompagnati da adulti capaci di custodire questa autenticità senza spegnerla. Perché è proprio nelle prime domande dei bambini che nasce il desiderio di comprendere il mondo.Per questo, a voi studenti, l’augurio è di non studiare soltanto per ottenere un voto.

Studiate per non farvi ingannare, studiate per riconoscere le parole usate per persuadervi, le paure utilizzate per condizionarvi e i modelli costruiti per dirvi chi dovreste essere. Studiate per poter scegliere liberamente chi volete diventare.Come Amministrazione comunale sentiamo la responsabilità di sostenere la scuola come luogo nel quale cresce la coscienza civile della nostra comunità. Perché una comunità è davvero forte non quando pretende che tutti pensino allo stesso modo, ma quando forma cittadini capaci di partecipare, dissentire e scegliere senza lasciarsi trascinare dalla voce più forte.Questo è forse il compito più alto della scuola.

Non insegnarvi che cosa pensare, ma aiutarvi a capire come pensare. Non chiedervi di diventare tutti uguali, ma offrirvi gli strumenti per diventare pienamente voi stessi.Perché ogni volta che una ragazza o un ragazzo impara a pensare liberamente, qualcosa cambia non soltanto nella sua vita, ma nell’intera società.Buon anno scolastico a tutte e a tutti.